Ariel e la ricerca dei tartufi parte 2 – La fuga

Arrivate le ferie ma non potendo partire perché mia moglie era ritornata a lavoro, avevo deciso di andare quasi tutti i giorni in montagna per addestrare Ariel nella ricerca dei tartufi e per rilassarmi un po’. 

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Dopo un paio di uscite, decido con mio padre di andare a fare una giornata sul Voltigno: partiamo di buon ora e parcheggiamo vicino al monumento dell’alpino. Iniziamo ad addentrarci nel bosco portando tutti i giochi per l’addestramento e dopo un po’ che Ariel scorrazzava iniziamo piccole ricerche nel sottobosco. Dopo qualche esercizio Ariel inizia ad annusare freneticamente tra le foglie, ulula e parte di corsa in salita! La richiamo più volte e intanto corro dietro di lei ma quando sono arrivato in cima alla collinetta lei non si vedeva più! La chiamavo, l’abbiamo aspettata per qualche minuto sicuri che tornasse e invece nulla. Piano piano la preoccupazione iniziava a crescere perché il bosco era fitto e lei non si vedeva. Papà ed io abbiamo iniziato a perlustrare la zona chiamandola a gran voce e, nel pomeriggio, è salito anche il mio amico Roberto a darci una mano col suo Labrador, Milla. Niente, sembrava volatilizzata. Abbiamo girato per tutto il Voltigno fino alle 19, quando ha iniziato a fare buio.

Prima di andare via, su consiglio di amici cacciatori, ho lasciato una mia maglia e una ciotola con dei croccantini sotto un albero dove ci siamo visti per l’ultima volta: è una tecnica che usano spesso i cacciatori quando perdono un cane, il giorno dopo tornano sul posto e lo trovano dove hanno lasciato l’indumento. Speravo che anche Ariel sentisse il mio odore e mi aspettasse.

Mentre guidavo verso casa ho avvisato i miei suoceri e altri amici e ho organizzato un gruppo per il giorno dopo. Non potevo avvisare mia moglie per telefono, volevo farlo di persona. La sera a cena dovevamo andare a mangiare a casa di amici vicini di casa che hanno 2 bimbe molto affezionate ad Ariel e volevano giocare un po’ con lei. Ho avvisato loro che avremmo fatto tardi e che Ariel non sarebbe potuta venire ma che avrei raccontato tutto a cena.

Il rientro a casa è stato traumatico perché mia moglie era già sul piede di guerra per il mio ritardo, ho chiuso la porta di ingresso e la prima domanda è stata: “Ariel? L’hai già portata da Karolina?” E io: “No, si è persa in montagna. Siamo stati fino ad adesso a cercarla ma niente, ecco perché ho fatto tardi”. Lei è sbiancata, vi lascio immaginare la reazione… Sono riuscito a convincerla ad andare a cena ugualmente, così un po’ si è distratta. Alle bimbe abbiamo detto che Ariel era rimasta dai miei suoceri, forse non le abbiamo convinte a pieno ma non volevamo farle preoccupare. Durante la cena ho raccontato l’accaduto e intanto organizzavo le ricerche per il giorno dopo…