Ariel e la ricerca dei tartufi parte 3 – Le ricerche

Il giorno dopo la fuga ho organizzato le ricerche: 6 persone con volantini alle 5 a casa mia, partiti subito e alle 6 circa eravamo sul posto, all’alba.

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Come siamo arrivati abbiamo sentito un ululato lontano che sembrava quello di Ariel, l’abbiamo chiamata ma niente. Sono andato subito a controllare la mia maglia ma Ariel non c’era e i croccantini erano ancora tutti li, ne Ariel ne altri animali  li avevano mangiati.

A quel punto ci siamo divisi in 2 gruppi: io, papà ed Erikanella zona del monumento dell’alpino e Tiziana, Stefano ed Enzo verso la piana. Dopo la mattinata di ricerche abbiamo iniziato ad allargare il raggio d’azione, parlando con i pastori, le persone che passavano e attaccando i volantini con la foto di Ariel nei paesi vicini. Era come cercare un ago nel pagliaio! La zona del Voltigno tocca 3 province, Pescara, Teramo e L’Aquila ed è quasi incontaminata con pochi insediamenti umani. Allora abbiamo contattato tramite amici associazioni di fungaioli, di tartufai, di alpinisti… Insomma tutti quelli che frequentavano la montagna e che potevano incontrarla… Ovviamente abbiamo fatto anche la denuncia di smarrimento ai Carabinieri e i veterinari della zona era stati avvisati, insomma non mancava nessuno, erano tutti allertati.


Nel pomeriggio si sono aggiunti anche Roberto, Patrizia e Milla, ma invano.
Man mano che il tempo passava però l’angoscia saliva, soprattutto perché in zona c’erano molti cani da pastore con le greggi che avrebbero sicuramente attaccato un cane estraneo (Tiziana e Stefano hanno visto anche i resti di una cagnolino morto e Stefano ha quasi rischiato la pelle perché è stato accerchiato dai cani mentre cercava Ariel…), poi c’erano da considerare anche i lupi e gli orsi… Quando siamo ripartiti anche il secondo giorno quando il buio era sceso, le speranze di ritrovarla erano quasi nulle: due notti da sola nel bosco senza acqua ne cibo con tutti i pericoli della zona… Sono tornato a casa col cuore a pezzi, mia moglie che era uscita dal lavoro alle sei voleva salire per fare delle ricerche notturne, in preda alla disperazione.
I volantini erano quasi terminati così il giorno dopo dovevamo continuare le ricerche con un amico cacciatore che conosceva bene la zona ma prima dovevamo fare delle copie del volantino. Mentre mia moglie era in copisteria squilla il telefono e un signore mi dice che aveva trovato Ariel… Non ci credevo! Gli ho chiesto se aveva la pettorina e di che colore era e lui: è proprio Ariel, è spaventata ma sta bene. Sono entrato di corsa nella copisteria ad avvisare mia moglie e subito siamo saliti a Villa Celiera per riprendere Ariel. Il signore era un tartufaio che ha visto un nostro volantino e nel bosco ha incrociato Ariel (a 1500m, era salita in quota invece di scendere come in genere fanno i cani che si perdono) che era molto spaventata e lo ha seguito perché lui portava i würstel per il suo cane e con quelli è riuscito ad avvicinarla e a metterle il guinzaglio.

Ci siamo incontrati in paese, lui ha aperto il portello dell’auto e Ariel era lì nel cofano, aveva una espressione irriconoscibile per quanto era scioccata. Non mi ha fatto feste, ha scodinzolato solo a mia moglie, ce l’aveva con me probabilmente perché nella sua testa ero io che l’avevo abbandonata e non lei che è fuggita… Pensieri da Beagle… Il tartufaio, di cui non ricordo il nome ma di cui sono debitore, non ha voluto ricompense ma abbiamo preso un caffè insieme al bar e dopo mille ringraziamenti per avercela ritrovata è andato via. Un angelo.
Noi siamo risaliti in montagna a riprendere la maglia e la ciotola che avevo lasciato nel bosco per la seconda notte e a togliere i volantini dai bar e, dopo un po’ di riposo all’ombra (ma con Ariel legata) siamo tornati a casa. La sera un po’ di amici sono venuti a casa per festeggiare la fuggiasca ritrovata, Ariel era distrutta e ci ha messo un po’ prima di superare le shock e tornare la Beagle di sempre. Nonostante la disavventura, finita bene per fortuna, non ha perso il vizio di partire a razzo per seguire tracce di selvatico e per questo ho abbandonato l’idea di cercare tartufi.

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