Ariel e la ricerca dei tartufi parte 4 – Epilogo

Dopo la fuga della mia Beagle e il seguente ritrovamento avevo pensato di prendere un Lagotto e ho iniziato ad informarmi sulla razza e sugli addestratori in Abruzzo.

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Ho incontrato alcuni tartufai addestratori, e intanto ho superato l’esame per avere il tesserino da tartufaio, ma non ero convinto soprattutto di prendere un secondo cane e alla fine ho abbandonato l’idea e la ricerca dei tartufi. L’estate successiva alla disavventura sul Voltigno abbiamo prenotato un soggiorno di 5 giorni in un agriturismo in provincia di Rieti e ovviamente Ariel sarebbe venuta con noi.  Dopo essere arrivati in agriturismo abbiamo iniziato a fare passeggiate nei dintorni e mi sono reo conto che l’ambiente poteva essere adatto alla crescita dei tartufi e quindi chiacchierando col proprietario dell’agriturismo ho chiesto se in zona si trovavano tartufi, lui: “tutto il noccioleto intorno all’agriturismo è una tartufaia privata, ma non ho i cani per cercarli…” Io ero al settimo cielo! Gli ho chiesto se potevo provare a cercarli anche se Ariel non era un cane esperto e lui ha acconsentito.

Durante una passeggiata nel noccioleto con mia moglie e Ariel, ad un certo punto ho iniziato a chiedere ad Ariel: “Cerca!” Ma senza troppe speranze, in fondo non la addestravo alla ricerca da un anno… Dopo un po’ che aveva il naso a terra (come al solito d’altronde…) si ferma e accenna una raspata con la zampa. Mi precipito a vedere col cuore in gola e dopo aver smosso un po’ la terra con le dita… NON CI POTEVO CREDERE! Ariel aveva trovato il suo primo tartufo estivo! Ho fatto i salti di gioia ed è uscita anche qualche lacrimuccia 🙂 mia moglie non ci credeva e gliel’ho fatto vedere mentre saltavo dalla gioia! Dopo il primo siamo andati in cerca tutti i giorni, mattina e pomeriggio, e ne abbiamo presi diversi che abbiamo condiviso col proprietario dell’agriturismo che ce li ha cucinati una sera.

Dopo tanti mesi di addestramento e tutte le disavventure, finalmente avevo raggiunto l’obiettivo! Mi sono reso conto però che Ariel non amava molto la ricerca, preferiva correre per giocare e soprattutto seguire le tracce degli animali selvatici. Al ritorno dalla vacanza ho riprovato a portarla in un boschetto con papà e un suo amico ma non solo Ariel non voleva concentrarsi nelle ricerche ma ancora una volta è partita seguendo una traccia e ululando, allontanandosi di nuovo un bel po’, ma per fortuna quella volta sono riuscito a riprenderla  e riportarla a casa. Da allora ho “appeso il vanghetto al chiodo”, tanto mi ero preso le mie soddisfazioni (da addestratore cinofilo più che da tartufaio) e questo mi bastava. C’erano già nuove attività all’orizzonte da fare col mio Beagle…

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