Considerazioni sul gioco e sull’indole del cane

Giocare col proprio cane è fondamentale: rafforza l’autostima del cane e il rapporto cane/padrone. Ma il gioco devo essere praticato correttamente.
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Come giocare col proprio cane? Un gioco scorretto può acuire le caratteristiche negative del nostro cane, spesso senza esserne coscienti. Quando era piccola Ariel infatti, le facevamo ricorrere e mordere la spazzola della scopa: le piaceva da morire, saltava e si eccitava tantissimo; pensavamo di aver trovato un gioco adatto poiché le prime volte dopo un quarto d’ora di salti e corse era distrutta e si metteva buona a dormire per un po’. Ma pian piano, col crescere e con l’aumento re della resistenza fisica, non si stancava più tanto facilmente e spesso quando finivamo era talmente eccitata che ci saltava addosso e strappava i vestiti con i denti aguzzi da cucciola. Inoltre praticamente non potevamo più spazzare per terra con lei nei paraggi perché mordeva la scopa pensando stessimo giocando… Era quindi un gioco da evitare, come ci spiegò Erika, la nostra educatrice cinofila. Qual era quindi il gioco adatto ad un Beagle, che la stimolasse positivamente?

La ricerca, il lavoro di fiuto! Noi praticavamo la ricerca in casa: nascondevamo piccoli bocconcini in una stanza senza farci vedere da Ariel (temporaneamente chiusa in una stanza attigua) e poi davamo il comando cerca. Inizialmente il gioco era semplice: tanti bocconcini più o meno a vista, poi una volta che aveva imparato il comando, i nascondigli erano sempre più difficili e i bocconcini in numero minore.
Il lavoro di fiuto la rilassava e la stancava tantissimo, dopo 10 minuti tornava a dormire sulla copertina, contenta e rilassata.


È fondamentale giocare col proprio cane mantenendo uno schema fisso, inizio, svolgimento e fine, ed è per questo che bisogna decidere un gesto che faccia capire al cane che il gioco è terminato e finire in modo positivo. Noi ad esempio con Ariel le chiediamo un seduto (o un altro esercizio semplice), le diamo l’ultimo premio e incrociamo le braccia a X (questo è il nostro gesto di fine) dicendo Finito!. Come tutti i segnali, una volta deciso il gesto non bisogna modificarlo, ma usare sempre quello. Piccola digressione: se al cane chiedete una volta Terra! e un’altra Giù! non capisce niente e lo mandate solo in confusione.

Il gioco del fiuto ha l’inconveniente di rendere il cane più indipendente (in fondo la cerca è per lo più solitaria) e ad usare più il fiuto della vista quindi è da evitare se poi si intendono praticare attività più collaborative, come l’agility ad esempio in cui il cane deve guardare il più possibile il conduttore.
Per questo motivo con Kim non abbiamo mai iniziato i giochi di fiuto ma, anche assecondando la sua indole, facciamo giochi di riporto. Il riporto può essere fatto sia con un bastone, una pallina o, ancora meglio, un gioco a corda. Meglio il gioco a corda per evitare che poi il cane rincorra per gioco un bimbo che ha in mano un bastone o rubi la pallina di due ragazzi che si divertono a racchettoni sulla spiaggia.


Il riporto può essere associato ad un esercizio di scambio se il cane è un po’ possessivo e non lascia il suo gioco. Lo scambio consiste nello scambiare col cane un oggetto: un gioco per un altro gioco o un gioco per un bocconcino. Ad esempio si lancia la corda, quando il cane la riporta gliene si lancia una seconda, il cane lascerà la prima e correrà a prendere la seconda. Oppure dare al cane un boccone e, una volta lasciata la corda per mangiarlo, prenderla e tirargliela; il cane capirà che lasciando la corda avrà il premio e continuerà a giocare.
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Ci sono tantissimi altri giochi da fare col proprio cane, come il tira e molla o i tricks, ma ne parlerò in un prossimo articolo.

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