Vacanze 2015: prima escursione e prima fuga

Vacanza 2015: Valle Aurina in Alto Adige. Prima escursione: malga a 2029m.

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Partiamo dal paese con l’idea di vedere un po’ i dintorni ma man mano che andiamo avanti nella passeggiata l’obiettivo si è concretizzato: malga Göge a 2029m (partendo da 1300m circa). La malga infatti, anche se molto lontana, è un punto ristoro aperto e può essere raggiunta col passeggino. Le indicazioni non dicono però che per portare il passeggino fino alla malga bisogna essere atleti olimpionici…
Malga Göge
Infarto sfiorato a parte, siamo saliti con i cani sciolti e sia Kim che Ariel sono state brave: non si sono allontanate troppo e solo in un paio di casi abbiamo dovuto riprenderle per il passaggio di auto o bici (soprattutto perché Ariel le rincorre…). Ci sono stati un paio di passaggi su dei ponti di legno che attraversavano un ruscello in cui Ariel cuor di leone ha avuto bisogno di un aiuto perché bloccata dalla paura.

Arrivati alla meta ho fatto bere i cani in un ruscello (Kim vi si è proprio tuffata…) e poi li ho legati col guinzaglio ad una staccionata vicino al nostro tavolo mentre noi pranzavamo, così si sono riposate.
Ariel e Kim a riposo dopo la salita
Quando siamo ripartiti i cani erano belli freschi e, forti della conoscenza del percorso, si sono allontanati un po’ di più. Ad un certo punto Ariel si butta in mezzo alla boscaglia e la sentiamo ululare a qualche centinaia di metri da noi! Non è la prima volta che Ariel si da alla fuga per seguire gli animali selvatici in montagna (vedi il racconto sulla fuga), stavolta però non mi sono preoccupato ma ho solo pensato che l’esperienza non le è proprio servita… Comunque Ariel non si vedeva e abbiamo deciso di continuare la passeggiata certi di rincontrarla più avanti. Dopo qualche passo ci siamo accorti che mancava anche Kim: aveva seguito Ariel nella boscaglia per qualche metro ma al nostro richiamo cercava di tornare sul sentiero e non ce la faceva, con l’aiuto di mia moglie ha trovato il modo di risalire e non si è più mossa dal nostro fianco. Dopo qualche centinaio di metri di cammino, chiamando Ariel, della nostra Beagle non c’era traccia. Arriviamo in uno dei ponti di legno che aveva intimorito Ariel e mia moglie fa: il ponte non l’ha superato da sola, deve stare da quest’altra parte! Allora sono tornato indietro in salita chiamandola e fischiando, ho raggiunto un belvedere per capire se si poteva vedere nell’erba ma nulla, finché Ariel mi viene incontro dalla strada che avevamo fatto, trafelata e con mezzo metro di lingua penzoloni; probabilmente era tornata nel punto in cui ci aveva perso e poi ha rifatto la nostra strada seguendo il mio richiamo. Con i cani sciolti siamo tornati in paese. Se non l’avessi ritrovata? Denuncia di smarrimento alle forze dell’ordine e avviso ai gestori della malga: rispetto all’altra fuga la zona era molto meno selvaggia quindi qualcuno doveva vederla. Se hai un Beagle e decidi di portarlo sciolto, ti devi abituare a queste situazioni, senza farti prendere dal panico.


Nota di colore: nella discesa in paese, dopo il recupero di Ariel, abbiamo incontrato un gruppo di vitelli che stavano sul sentiero. Io con la bimba nel passeggino, mia moglie e Kim al nostro fianco siamo passati facendoci largo con la voce, Ariel ha iniziato ad ululare e per paura è rimasta indietro. Ci siamo trovati ad un certo punto che i vitelli ci separavano da Ariel e lei non trovava il modo di raggiungerci, anzi si allontanava da noi per paura! Sono tornato indietro a prenderla col guinzaglio e mentre passavamo i vitelli puntavano Ariel, forse perché avevano intuito la sua paura o erano spaventati dai suoi ululati non so, ma li ho dovuti far desistere battendo mani e facendo rumore. Finalmente abbiamo raggiunto il resto della famiglia e siamo tornati a casa.

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